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Novembre-dicembre 2017

Fondato nel 1946

Attualità

La ripresa è ancora lontana. Scarlatelli: «Dietro le imprese che chiudono ci sono le persone»

Artigianato, l’emorragia sembra finita

Ancora 1600 cessazioni in Piemonte (-0.13%), peggio nelle costruzioni e nella produzione

Nel periodo luglio-settembre 2017 il comparto artigiano piemontese ha manifestato una sostanziale stazionarietà dell’andamento anagrafico rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, non discostandosi di molto da quanto realizzato dal tessuto imprenditoriale regionale complessivamente considerato. Dall’analisi dei dati del Registro imprese delle Camere di commercio piemontesi emerge, infatti, come nel terzo trimestre dell’anno, a fronte di un tasso di crescita lievemente positivo (+0.11%) registrato dal totale delle imprese piemontesi, il comparto artigiano, in linea con quanto avvenuto a livello nazionale, abbia subìto una flessione di lieve entità della propria base imprenditoriale (-0.13%). «L’artigianato è un asset strategico del nostro tessuto imprenditoriale, fatto di competenze, creatività e saper fare. I risultati di questo trimestre ci mostrano un settore ancora in lieve sofferenza e che ha bisogno di un importante rilancio. Il nostro compito è di supportare tutte le Pmi, soprattutto le meno strutturate, nei loro processi di crescita, digitalizzazione e internazionalizzazione: servizi che speriamo possano aiutare a realizzare quel cambio di passo decisivo per imboccare finalmente la strada della crescita» ha dichiarato Ferruccio Dardanello, Presidente di Unioncamere Piemonte.

 

Più critico Nicola Scarlatelli, Presidente CNA Torino: «I dati diffusi da Unioncamere ci preoccupano e non poco perché ancora non assistiamo ad una reale svolta del quadro congiunturale e non ci basta più sapere che abbiamo contenuto le perdite. Non è solo una questione di numeri. Perché dietro i numeri ci sono le imprese e le storie di vita degli imprenditori e delle loro famiglie che sono ancora in affanno. Così l’economia non riparte». Nel periodo luglio-settembre del 2017, sul territorio piemontese sono nate 1443 imprese artigiane. A fronte delle 1605 cessazioni (valutate al netto delle cancellazioni d’ufficio), il saldo appare negativo per 162 unità, dinamica che porta a 120.884 lo stock di imprese artigiane complessivamente registrate a fine settembre 2017 presso il Registro imprese delle Camere di commercio piemontesi. Il bilancio tra nuove iscrizioni e cessazioni si traduce, come evidenziato, in un tasso di crescita del -0.13%, risultato sostanzialmente in linea con quello medio nazionale del III trimestre 2017 (-0.06%). A livello settoriale, si rileva una crescita solo per le imprese artigiane dell’agricoltura che chiudono il trimestre con un +0.64% e quelle degli altri servizi (+0.12%). Il primo comparto per numerosità di imprese artigiane si conferma quello delle costruzioni che rappresenta il 42% delle realtà imprenditoriali artigiane piemontesi, ma registra per l’ennesima volta un dato negativo (-0.24%). L’industria in senso stretto, con il 22.1% delle imprese artigiane della regione, evidenzia un tasso di variazione pari al -0.24%, di poco superiore a quello medio regionale. Anche il comparto del turismo (-0.2%) e del commercio (-0.14%) registrano dinamiche negative.

Imprese artigiane registrate in Piemonte per settore e per provincia al 30 settembre 2017 (fonte: Unioncamere Piemonte su dati InfoCamere)

 

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