seguici su

Media partner:

Periodico web e cartaceo dell'Artigianato, del Commercio e della Piccola Industria

Luglio-agosto 2017

Fondato nel 1946

Attualità

Firmato l’accordo per il contrasto all’inquinamento nelle regioni della Pianura Padana

Smog, stop agli Euro 3 dall’ottobre 2018

Sono previsti 8 milioni di euro di incentivi per la sostituzione dei veicoli più inquinanti

Lotta allo smog senza confini in Piemonte, Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto. Le quattro regioni si sono schierate, insieme, per contrastare l’inquinamento atmosferico nel bacino padano firmando, a Bologna, lo scorso 9 giugno, un accordo di programma per l’adozione coordinata di misure per il miglioramento della qualità dell’aria con il ministero dell’Ambiente che ha introdotto anche un eco-bonus, con una dotazione complessiva di 8 milioni di euro, per sostituire i veicoli inquinanti, accanto a misure strutturali nelle città e provvedimenti comuni. La firma del documento da parte del ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, e dai Presidenti delle Regioni Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e Piemonte, Sergio Chiamparino, e degli assessori all’Ambiente della Lombardia, Claudia Terzi, e del Veneto, Gianpaolo Bottacin, è avvenuta alla vigilia dell’apertura del G7 Ambiente. I provvedimenti adottati interesseranno oltre 23 milioni di cittadini, il 40% della popolazione italiana. Sono anche allo studio misure sulle tasse automobilistiche per favorire la diffusione di veicoli a basse o nulle emissioni ed è stata prevista una gestione condivisa della gestione degli sforamenti di Pm10: verranno, infatti, adottati gli stessi divieti temporanei nelle quattro regioni. L’intesa punta a misure strutturali e attuate allo stesso modo nelle quattro regioni: regole omogenee di accesso alle Ztl, car-sharing, mobilità ciclo-pedonale, distribuzione diffusa di carburanti alternativi, limitazioni alla circolazione. Sul piatto, il ministero dell’Ambiente ha messo 16 milioni di euro complessivi: accanto agli 8 milioni di euro per gli eco-bonus delle Regioni destinati a incentivi economici per la sostituzione dei veicoli più inquinanti, sono previsti altri 8 milioni di euro per ridurre l’inquinamento prodotto dalle attività agricole e zootecniche, promuovendo le buone pratiche. La firma dell’accordo ha chiuso la due giorni di lavori su «Government policies on air quality and climate change», dedicata alle politiche sulla qualità dell’aria e sul cambiamento climatico attuate a livello europeo, nazionale e nei territori del bacino padano, nell’ambito del Progetto comunitario Prepair. «E’ un accordo importante: per la prima volta le Regioni che insistono sulla Pianura Padana hanno concordato azioni omogenee ed integrate», ha sottolineato il ministro Galletti. «Le Regioni hanno approvato Piani sulla qualità dell’aria che si parlano tra loro e qui a Bologna hanno preso impegni a portare avanti ulteriori azioni comuni per migliorare la qualità dell’aria e della vita delle persone». «Con la firma di questo accordo prosegue il lavoro di coordinamento a livello interregionale su grandi temi di interesse pubblico», spiega il presidente Chiamparino. «La Regione Piemonte è da tempo attivamente impegnata nel contrasto all’inquinamento anche attraverso progetti capofila, come la tavola semaforica da noi recentemente introdotta e che prevede le varie misure da attuare in caso di sforamento dei livelli di inquinanti dell’aria. E i dati di lungo periodo ci dicono che queste azioni danno risultati concreti e misurabili già nel breve periodo. Con l’intesa odierna creiamo dunque le condizioni perché l’armonizzazione delle azioni di contrasto all’inquinamento crei migliori condizioni di salute e di vita per tutti gli abitanti del bacino padano». CNA si attiverà in tutti i tavoli a livello locale e regionale per cercare di ammorbidire i provvedimenti che causano un evidente danno alle attività d’impresa, anche se giudica positivamente la programmazione nel tempo delle limitazioni della circolazione che consente a imprese e cittadini di pianificare, per quanto possibile, la sostituzione dei veicoli più inquinanti.

 

Cosa prevede l’accordo

 

Eco-bonus per la sostituzione dei veicoli più inquinanti. Sarà promossa a livello regionale, mediante la concessione di contributi, la sostituzione dei veicoli più inquinanti soggetti alle limitazioni con mezzi a basso impatto ambientale, come i veicoli elettrici, ibridi elettrico-benzina, monovalenti, metano e Gpl, Bifuel benzina-metano e benzina-Gpl. Le singole Regioni approveranno i bandi per la concessione degli eco-bonus, sostenuti con contributi statali fino a 8 milioni di euro complessivi.

 

Le misure strutturali. Le Regioni si impegnano a realizzare una serie di interventi a lungo termine. Tra questi: nuove infrastrutture per la distribuzione di carburanti alternativi e per la mobilità ciclo-pedonale nelle aree urbane; una regolamentazione omogenea per l’accesso alle zone a traffico limitato; la promozione del car-sharing con auto alimentate con carburanti alternativi; l’uso di fonti rinnovabili diverse dalla combustione delle biomasse. Sarà poi vietato installare impianti di riscaldamento alimentati a biomassa con prestazioni emissiva inferiore alla classe «3 stelle» («4 stelle» entro il 2020) e usare generatori con una classe di prestazione emissiva inferiore a «2 stelle» («3 stelle» entro il 2020), mentre sarà reso obbligatorio l’utilizzo di pellet certificati.

 

Le limitazioni alla circolazione dei veicoli dal 1° ottobre al 31 marzo di ogni anno. Dal 1° ottobre 2018, i Piani per la qualità dell’aria delle quattro Regioni del bacino padano prevederanno la limitazione della circolazione dal 1° ottobre al 31 marzo, dal lunedì al venerdì e dalle ore 8.30 alle ore 18.30, per le autovetture e i veicoli commerciali di categoria N1, N2 e N3 ad alimentazione diesel fino all’Euro 3. La limitazione sarà estesa agli Euro 4 entro il 1° ottobre 2020 e agli Euro 5 entro il 1° ottobre 2025. Le misure riguarderanno le zone urbane dei Comuni con più di 30 mila abitanti, nelle aree di superamento dei valori di Pm10 o del biossido di azoto, No2.

 

Le misure temporanee in caso di accumulo continuativo degli inquinanti. L’accordo fissa modalità comuni di individuazione e contrasto delle situazioni di accumulo degli inquinanti atmosferici con particolare riferimento al Pm10. Sono stabiliti due livelli di allerta: il primo in seguito al superamento del valore limite di Pm10 giornaliero per 4 giorni continuativi e il secondo per 10 giorni consecutivi. Ai livelli di allerta sono associate misure temporanee da attivare prioritariamente nelle aree urbane dei Comuni con popolazione superiore a 30 mila abitanti nei quali opera un servizio di trasporto pubblico locale. Le misure temporanee di 1° livello riguardano: l’estensione della limitazione della circolazione a ulteriori categorie di veicoli diesel rispetto a quanto già previsto dal lunedì al venerdì (cioè alle autovetture fino a diesel Euro 4 e ai veicoli commerciali fino al diesel Euro 3); il divieto di utilizzo di stufe alimentati a biomassa legnosa (in presenza di impianto di riscaldamento alternativo) con prestazioni energetiche ed emissive inferiori alla classe «3 stelle»; il divieto di qualsiasi tipologia di combustione all’aperto (come falò, barbecue e fuochi d’artificio); il limite a 19°C (con tolleranza di 2°C) per le temperature medie nelle abitazioni e spazi ed esercizi commerciali; il divieto per tutti i veicoli di sostare con il motore acceso; il divieto di spandimento dei liquami zootecnici; l’invito alle amministrazioni di introdurre agevolazioni tariffarie sui servizi locali di trasporto pubblico; il potenziamento dei controlli con particolare riguardo al rispetto delle limitazioni alla circolazione veicolare, di utilizzo degli impianti termici a biomassa legnosa, di combustioni all’aperto e spandimento dei liquami. Le misure temporanee di 2° livello (aggiuntive rispetto a quelle di 1° livello) prevedono un’ulteriore estensione delle limitazioni per i veicoli commerciali diesel fino all’Euro 4 e il divieto di utilizzo di stufe alimentate a biomassa legnosa (sempre in presenza di impianto di riscaldamento alternativo) con prestazioni energetiche ed emissive inferiori alla classe «4 stelle». Anche la comunicazione dei diversi livelli di allerta e delle relative misure troverà modalità comuni per l’informazione ai cittadini, grazie alla collaborazione delle agenzie ambientali regionali.

La cappa di smog su Torino in inverno vista dalla collina

La cartina illustra la concentrazione

degli inquinanti atmosferici nelle regioni

del centro-nord Italia

Cookie Policy - CNA Editrice Srl, via Millio 26 - 10141 Torino | P.iva 07651210010 | Scrivi alla redazione  editrice@corriereartigiano.it