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Luglio-agosto 2018

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Attualità

Dietrofront del Governo su fattura elettronica

Scheda carburanti valida fino al 31 dicembre

Dal 1° luglio vi è però l’obbligo della tracciabilità dei pagamenti: stop all’uso del contante

Il Governo sposta, dal 1° luglio 2018 al 1° gennaio 2019, l’obbligo della fattura elettronica per la vendita di carburanti dagli impianti stradali di distribuzione, ma scatta dallo stesso 1° luglio l’obbligo della tracciabilità dei pagamenti per consentire ai titolari di partita Iva la deduzione del costo e dell’Iva. La decisione, in presenza di ritardi da parte della pubblica amministrazione per la concreta attuazione dell’obbligo, è stata assunta dal Consiglio dei ministri lo scorso 27 giugno, a pochi giorni dal 1° luglio quando avrebbe dovuto entrare in vigore il nuovo obbligo contestuale di emissione di fattura elettronica da parte dei gestori degli impianti di distribuzione e di pagamento con sistemi tracciabili da parte dei clienti titolari di partita Iva. Pena, la perdita dei benefici fiscali sin qui riconosciuti a fronte della compilazione della «scheda carburanti».

 

Scheda che mantiene, quindi, la sua piena validità fino al 31 dicembre 2018, ma solo se i rifornimenti verranno effettuati con sistemi tracciabili come assegni bancari e postali, vaglia cambiari e postali, pagamenti elettronici quali l’addebito Rid, carte prepagate, bonifici bancari, carte di debito e di credito ma non denaro contante. L’obbligo della fatturazione elettronica per la vendita di carburanti era stato introdotto dalla legge di bilancio 2018 (legge 27 dicembre 2017, n°205) e doveva anticipare l’obbligo generalizzato di adozione della nuova fattura elettronica che è destinato a sopprimere la tradizionale fatturazione cartacea. Per motivi di uniformità e per i ritardi dell’Agenzia delle entrate il Governo, tuttavia, ha deciso di far slittare tutto al 1° gennaio 2019, mantenendo però salvo il principio del giro di vite contro gli abusi sulle detrazioni fiscali perpetrati da tanti titolari di partita Iva ed andando quindi a rendere operativa dal 1° luglio almeno la tracciabilità dei pagamenti a fronte degli acquisti di diesel, benzine e gas indicati sulla scheda carburanti. Il Presidente nazionale di CNA Daniele Vaccarino ha dichiarato in una nota stampa che è «apprezzabile l’impegno allo slittamento per i carburanti», chiedendo però a gran voce «altri sei mesi di sperimentazione».

 

CNA aveva infatti già chiesto da tempo lo slittamento di questo obbligo e almeno sei mesi di tempo per consentire alle imprese di prepararsi all’utilizzo della fatturazione elettronica e all’amministrazione finanziaria di sciogliere i nodi operativi ancora ad oggi irrisolti e che stanno - di fatto, al di là delle enunciazioni di principio - alla base di questo provvedimento di spostamento. Da gennaio 2019, secondo Vaccarino, con riferimento alla fatturazione elettronica tout court, dovrebbe partire «un successivo semestre di sperimentazione per un avvio graduale dei nuovi adempimenti, periodo nel quale dovrà essere consentito il doppio regime di fatturazione, su carta e digitale, per scongiurare anche il rischio di blocchi del sistema di interscambio dell’Agenzia delle entrate che renderebbero impossibile l’arrivo delle fatture a destinazione e il relativo incasso». Si evidenzia, infine, che il provvedimento di proroga sulla fatturazione elettronica dei carburanti non entra in vigore per i distributori di carburante, ma entra invece in vigore per i subfornitori e subappaltatori della pubblica amministrazione, e quindi anche per i consorzi che vendono carburante dalle cisterne e per i livelli di vendita di carburante precedenti alla vendita al pubblico. I distributori di carburante non saranno quindi obbligati ad emettere la fattura elettronica ai loro clienti titolari di partita Iva, ma riceveranno fatture elettroniche dai loro fornitori e quindi qualche problema lo avranno comunque (al.st).

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