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Settembre-ottobre 2017

Fondato nel 1946

Intervista

Ventrella, l’informatica dall’anima artistica

festeggia i primi 21 anni della sua Sys-tek

Ha preferito il lavoro autonomo a quello dipendente, scrive poesie e dipinge manichini

Rosanna Ventrella, amministratore unico e socio di maggioranza dal 2007 della Sys-tek Srl di Torino, festeggia quest’anno i ventuno anni dell’azienda, dieci dei quali trascorsi alla sua guida in acque non sempre facili, essendo coincisa la sua esperienza imprenditoriale con l’inizio della più grave crisi economica mondiale dal 1929. Socia CNA dal 2014, laureata in Economia e commercio, Ventrella è attualmente Presidente regionale di CNA Impresa Donna e Presidente dell’Ufficio CNA di corso Unione Sovietica e vive a Pinerolo dove si è recentemente impegnata con CNA in occasione della Rassegna dell’Artigianato. Sys-tek si occupa oggi principalmente di progettazione di software, realizzazione di portali web e consulenze informatiche su temi specifici, soprattutto in ambito bancario. Sys-tek ha sede a Torino, in una palazzina del Centro Uffici Mirafiori in corso Unione Sovietica 612 ed ha una trentina di collaboratori con un’età media di 35 anni. La società è nata nel 1996 quando aveva sede, sempre a Torino, ma in corso Massimo d’Azeglio, e contava a malapena una decina di collaboratori: «Sys-tek - spiega Ventrella - operava in ambito help desk e sistemistico. Nel 2006, dopo alcuni problemi economici, è mancato improvvisamente per un male incurabile il suo fondatore e la moglie ha deciso di metterla in vendita». In quel periodo, Ventrella era il direttore commerciale di un’importante azienda del mondo dell’Information communication technology, ma sentiva una forte propulsione verso il lavoro autonomo per realizzare pienamente le proprie ambizioni professionali. Dopo aver sostenuto l’esame di stato da dottore commercialista a Torino, città dove si è trasferita 18 anni fa da Bari, dove ancora vivono i genitori e il fratello, Ventrella aveva iniziato ad intraprendere la libera professione con una sua partita Iva. Fu proprio uno dei suoi primissimi clienti a chiederle una perizia sulla Sys-tek che era appena stata messa sul mercato.

 

Era l’estate del 2007, a ridosso delle vacanze. Ventrella prese contatto con la moglie del fondatore della società e iniziò a fare le sue prime valutazioni per conto del proprio cliente. Nel mentre arrivarono le sospirate vacanze e Ventrella partì con un gruppo di amici per la Norvegia. Quella vacanza, lungamente desiderata, segnava l’inizio di una nuova fase della sua vita, con l’abbandono del lavoro dipendente e delle sicurezze economiche che portava con sé e l’inizio del lavoro autonomo, con le sue promesse di libertà e di realizzazione. «Fu proprio al rientro dalla Norvegia che decisi che potevo essere io a rilevare la Sys-tek e dopo aver dissuaso il mio cliente mi mossi coraggiosamente in questa direzione». A novembre 2007 Rosanna Ventrella era già proprietaria dell’80% delle quote della società. «Non ricevetti alcun supporto, nemmeno dalla mia famiglia che anzi mi sconsigliò in ogni modo senza farmi desistere dal mio progetto. La mia fu una decisione fulminea, certo, ma ben ponderata e il tempo mi avrebbe dato ragione». Ventrella, originaria della Puglia, anche se nata in Canada dove il papà era emigrato con la valigia di cartone per fare l’operaio nei cantieri navali, aveva già vissuto in famiglia l’esperienza imprenditoriale della mamma, nel settore tessile, esperienza conclusa felicemente poco prima che il settore fosse travolto dalle importazioni a basso costo dalla Cina. La sua scelta fu quindi vista negativamente, come un rischio inutile. In effetti, spiega Ventrella, «lasciavo 120 mila euro di stipendio più i benefit aziendali», ma «il mio obiettivo era essere padrona del mio tempo al 100%». Rosanna inizia ad operare grazie ad un mutuo in banca e attingendo ai risparmi e alla sua liquidazione, ma in due anni era già riuscita a rientrare completamente del suo investimento, ribaltando l’azienda.

 

La Sys-tek non aveva, infatti, una propria liquidità e aveva qualche problema economico da risolvere, a partire dal suo posizionamento sul mercato, ma poteva anche contare su alcuni clienti storici consolidati di ottima qualità grazie ai quali è iniziata la rinascita dell’azienda. La fatica più grande? «Può sembrare assurdo, ma è stata farmi accettare dai miei collaboratori a cui pagavo lo stipendio. Il vecchio titolare aveva una gestione molto maschile dell’azienda, a tratti anche informale. Per capirci: a fine lavoro andava a bere una birretta con i suoi collaboratori. Io ero una donna e questo li spiazzava. Non credevano in me e nelle mie capacità». «Da novembre a dicembre fui totalmente assorbita dalla gestione delle risorse umane, faticando ad avere autorevolezza su di loro. Non è stato semplice. Intanto, avevo già inserito alcuni nuovi collaboratori selezionati grazie al supporto di una psicologa del lavoro, tra i quali donne e giovani laureati». La vera svolta sarebbe avvenuta però solo in occasione della cena aziendale di Natale 2007, «quando per catturare l’attenzione dei vecchi collaboratori mi sono presentata con una cravatta con i lustrini che avevo comperato tanti anni prima in un mio viaggio a Parigi e che non avevo mai avuto il coraggio di mettere». Dissi a tutti che «se per avere la loro attenzione dovevo apparire un po’ maschile ero pronta a farlo». A quel punto, tutti compresero che stavo facendo sul serio e che dovevano ascoltarmi e seguirmi. Alcuni dei vecchi collaboratori se ne sono andati perché si sono sentiti inadeguati al nuovo corso, ma molti altri sono rimasti e sono ancora qui a lavorare con me. Oggi Sys-tek è decisamente un’altra azienda che ha quasi completamente archiviato l’help desk a favore della gestione di data base e macchine virtuali, cablaggio di reti aziendali con server proprietari, progettazione e gestione di sistemi cloud per l’archiviazione dei dati. «Abbiamo anche scelto di non lavorare più per la pubblica amministrazione», spiega Ventrella. «Non vogliamo essere la banca del pubblico che non paga o paga con gravi ritardi. Lavoriamo invece per medie e grandi imprese: il 50% sono piemontesi e l’altro 50% sono sparse in tutto il mondo, nel resto dell’Italia, come in Giappone e in Svizzera. Molti nostri clienti diventano stranieri work in progress. A volte, nell’Ict si diventa internazionali quasi senza volerlo, in seguito ad acquisizioni e cessioni di rami d’azienda di società per le quali si lavora da anni. L’Ict è molto mobile».

 

Ventrella assicura però che la Sys-tek è «ancora un’azienda capace di servire le piccole imprese, di ascoltare e di mettere a frutto un patrimonio di competenze di eccellenza maturato in ambienti internazionali». E con orgoglio, Ventrella sottolinea anche che l’azienda «lavora senza fidi bancari e senza mutui, attingendo solo alla propria liquidità». La crisi economica? «Si sente tanto nel nostro settore, dove molte imprese sono state acquisite da gruppi internazionali che mettono in discussione reti di fornitura collaudate da anni. Questo ci ha creato dei problemi, ma ci ha anche dato nuove opportunità per crescere. Molti nostri concorrenti hanno chiuso, oppure si sono fortemente ridimensionati, soprattutto negli ultimi due anni. Noi siamo ancora qui, agguerriti e preparati più che mai». Imprenditrice informatica, Ventrella ha anche un’anima artistica ed è una mamma attenta e premurosa. «Ho una figlia di 20 anni, che studia Scienze naturali, tutt’altra strada: ma è giusto seguire le proprie passioni, io l’ho fatto. Lei parla molto bene l’inglese e soprattutto d’estate viene qui in azienda a darmi una mano. Seguirla mi impegna abbastanza, ma mi avanza del tempo libero per fortuna. Amo giocare a golf, anche da sola, e poi ho sempre dipinto ad olio, anche di notte, nei momenti difficili della vita». Recentemente, la sua sensibilità artistica si esprime sui manichini. «Dopo aver trovato un vecchio e malconcio manichino da un rigattiere, un anno fa, ho iniziato a decorare e dare nuova vita a questi oggetti: alcuni li dipingo, altri li rivesto di ritagli di giornale o pezzi di stoffa». Alla domanda se li fa solo per sé, risponde sorridendo: «Per il momento li produco a tempo perso, ma se qualcuno li vuole io glieli vendo. E’ il mio modo per scaricare lo stress... Una vera e propria valvola di sfogo, come tutte le attività manuali per chi deve usare troppo la testa...». Tra parentesi: tanti anni fa Ventrella ha anche scritto un libro di poesie e ha scrutato lo spazio con un telescopio. Insomma, non sa mai stare ferma, ma una cosa è certa: quando la sua attenzione si posa su qualcosa questa prende un nuovo valore (al.st). Si invitano i Soci della CNA Torino a raccontare la propria esperienza imprenditoriale a Corriere Artigiano: tel. 011.1967.2152-2121, comunicazione@cna-to.it

Rosanna Ventrella; sotto, due manichini da lei creati esposti sul tavolo della sala riunioni della Sys-tek

In alto, alcuni dei collaboratori

della Sys-tek al lavoro nell’area open space dell’azienda; a fianco, un’immagine di alcune delle palazzine

del Centro Uffici Mirafiori di Torino dove ha sede la Sys-tek in corso Unione Sovietica 612, a Torino

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