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marzo-aprile 2018

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Aggregazioni dei mestieri

Il vento delle liberalizzazioni sull’edilizia:

sì ai primi 58 interventi privati semplificati

Decisi dalla Conferenza Stato-Regioni che già annuncia un infoltimento delle voci in elenco

La Conferenza unificata Stato-Regioni, lo scorso 22 febbraio, ha raggiunto l’accordo sulle prime 58 definizioni (ma la lista è ancora aperta) degli interventi di edilizia privata che non richiedono comunicazioni (Cil, Cila, Scia) né permesso di costruire. Lo schema di decreto Infrastrutture-Semplificazione e Pubblica amministrazione con il glossario dell’edilizia libera saranno immediatamente operativi dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, senza cioè necessità di adozione o recepimento con atto regionale o comunale. Il glossario (in attuazione del Dlgs 222/2016) traccia un confine tra una miriade di piccoli interventi di manutenzione e miglioramento che nel Testo unico edilizia (Dpr 380/2001) sono indicati solo per capitoli. Concretamente, il glossario agisce su due linee. Da un lato, mette insieme tutte le opere per le quali era già pacifico che non fosse necessario un titolo abilitativo - quindi tutti gli interventi di manutenzione ordinaria che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti (facendo soltanto un’operazione compilativa, comunque molto utile per gli operatori ed i cittadini) - dall’altro, invece, illustra i casi limite per i quali, da adesso, i Comuni non potranno imporre vincoli.

 

Ad esempio, in edilizia libera c’è un ampio elenco di opere di arredo da giardino (muretti, fontane, ripostigli per attrezzi, ricoveri per animali) che sono oggetto di frequenti contestazioni, ma che adesso diventano inattaccabili. Discorso simile per le tensostrutture. Anche qui arriva un chiarimento: per l’installazione servirà una comunicazione, mentre tutte le attività successive (manutenzione, riparazione, rimozione) saranno libere. Nessuna autorizzazione, altresì, sarà necessaria per i pannelli solari e fotovoltaici, fuori però dai centri storici, e per l’adeguamento degli impianti di estrazione fumi, che magari indirizzino le emissioni in maniera diversa: interventi molto importanti per le piccole attività produttive. CNA Costruzioni, che fin dall’inizio ha partecipato attivamente con un suo rappresentante ai lavori del Dipartimento della Funzione pubblica dove vengono costruite le proposte anche sul fronte della semplificazione in edilizia, ha da sempre espresso la sua posizione in materia (tradotta anche in proposte concrete nella sede citata): semplificare è l’unica strada per far ripartire l’edilizia, così come conoscere da subito fin dove ci si può spingere senza coinvolgere il professionista tecnico agevola sicuramente le imprese ed i cittadini. Continuando sul percorso della collaborazione istituzionale, CNA Costruzioni sarà successivamente coinvolta dal Dipartimento della Funzione pubblica per la stesura dei glossari relativi alle attività che hanno bisogno dei titoli abilitativi (Cila, Scia e permesso di costruire). Info e copia del decreto e del glossario completo: Giovanni Brancatisano, gbrancatisano@cna-to.it

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