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Periodico web e cartaceo dell'Artigianato, del Commercio e della Piccola Industria

Gennaio - febbraio 2019

Fondato nel 1946

Editoriale

Occorre un nuovo asse strategico

CNA-Politecnico-Città di Torino

Per il travaso di competenze tecnologiche verso le piccole imprese

«È allarme innovazione sulla Città Metropolitana di Torino. A lanciarlo, nel corso del convegno ‘Dall’analogico al digitale, una strada ancora in salita’, è stata a inizio febbraio la CNA Torino sulla base degli ultimi risultati dello studio del professor Daniele Marini all’interno dell’Osservatorio permanente ‘Mpi’ Monitor delle Piccole Imprese» realizzato in collaborazione con Community Media Research e in partnership con UniCredit. Ad emergere nei dati della ricerca che ha coinvolto un campione di circa 900 imprese associate alla CNA che operano sul territorio della Città metropolitana di Torino è il forte ritardo delle piccole imprese in materia di innovazione dei processi produttivi e decisionali con riferimento alle tecnologie digitali. ‘Questa indagine rappresenta un nuovo importante risultato dell’Osservatorio Micro Piccole Imprese di CNA Piemonte, costituito con l’obiettivo di disporre periodicamente di dati aggiornati sugli andamenti congiunturali delle micro e piccole imprese associate a CNA, attive nell’artigianato, nel terziario e nella piccola industria, nonché realizzare approfondimenti tematici tali da offrire proposte per realizzare misure pubbliche a favore di questa platea del mondo imprenditoriale’ ha precisato il Presidente Nicola Scarlatelli in una nota stampa diffusa a ridosso del convegno e ampiamente ripresa dai media. CNA che ha condiviso sin dall’inizio le linee guida del Piano strategico Torino 2030 in fase di definizione da parte della Giunta Appendino e, proprio con riferimento al capitolo innovazione, chiede oggi strumenti operativi per poter accompagnare concretamente le piccole imprese nella loro ‘evoluzione digitale’.

 

Un passaggio determinante per il futuro dell’economia torinese dove, ricorda la CNA; il 98% delle imprese ha meno di 20 dipendenti. ‘CNA può, del resto, giocare un ruolo chiave nella diffusione della cultura dell’innovazione - commenta il Segretario Paolo Alberti - perché è un importante punto di riferimento per le piccole imprese’. A dimostrarlo è anche un passaggio della ricerca del professor Daniele Marini dove si evidenzia come tra le principali fonti di accesso alle informazioni e agli aggiornamenti sulle tecnologie digitali, vi sia proprio la nostra Confederazione. Se ciò non avvenisse, vorrebbe dire escludere da questi processi cruciali per il futuro dell’economia torinese la stragrande maggioranza delle imprese, condannandole di fatto ad un lento declino se non addirittura all’estinzione». In questo senso, CNA Torino forte anche del ‘Patto per lo sviluppo dell’artigianato e della microimpresa’ siglato con la Sindaca Chiara Appendino a maggio 2017, ritiene indispensabile che venga garantita la propria presenza in tutti quei tavoli dove verranno assunte le decisioni e le linee di azione della Città di Torino e della Città metropolitana in materia di innovazione, cominciando dal progetto ‘Torino City Lab’. Inoltre, precisa Nicola Scarlatelli, ‘partendo dalle recenti dichiarazioni alla stampa del rettore del Politecnico Guido Saracco sulla necessità di aprire l’Ateneo al mondo delle micro e piccole imprese, CNA ha avviato un dialogo che ci auguriamo possa portare ad una prossima convenzione CNA-Politecnico sul tema dell’innovazione’.

 

Un ruolo importante, a questo proposito, lo possono giocare le Istituzioni del territorio assicurando una maggiore apertura del Competence center verso soggetti di rappresentanza datoriale come la CNA per favorire un reale travaso di know-how verso le piccole imprese. È questo lo spirito che CNA si augura guiderà la prossima costituzione del Manufacturing center nel polo dell’area Tne. A questo proposito va però ribadito come qualsiasi rapporto tra piccole imprese e centri di ricerca deve essere mediato dalla CNA che è in grado di intercettare - come ben evidenziato dalla ricerca del professor Marini - i problemi e gli interessi degli imprenditori. Infatti, il 10.2% degli intervistati dichiara di individuare in CNA un punto di riferimento e appena lo 0.2% ha avuto rapporti diretti con il mondo universitario».

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