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Periodico web e cartaceo dell'Artigianato, del Commercio e della Piccola Industria

Luglio - agosto 2019

Fondato nel 1946

Editoriale

Alle micro e piccole imprese

occorre più accesso al credito

Per «un mutamento nel modo di concepire la propria attività»

«Il Piemonte ed in particolare il torinese continua a registrare una caduta del Pil, della produzione industriale e del lavoro, nonostante i timidi segnali di ripresa a livello nazionale che trovano riscontro nell’aumento degli occupati e nella non messa in infrazione da parte dell’Ue del nostro Paese con una immediata riduzione dello spread. La flessione più significativa viene registrata dalle micro-imprese (0-9 addetti), per le quali il calo produttivo si attesta all’1.2%. Tra le famiglie piemontesi aleggia una forte incertezza che vede accrescere i risparmi con una riduzione della propensione agli investimenti (si vedano gli approfondimenti all’interno del Corriere Artigiano, ndd). Siamo una realtà che guarda al futuro con una particolare attenzione ai temi dell’innovazione: l’Italian Tech Week, una settimana organizzata dalla Camera di commercio di Torino e  dedicata alle tecnologie in senso lato, è stata l’ultima iniziativa in merito sul nostro territorio.

 

L’utilizzo complessivo di Impresa 4.0 però è stato quello di rinnovare i macchinari e fare in modo più efficiente quello che già si faceva prima. Lo sottolinea, in un interessante articolo apparso sulle pagine torinesi del Corriere della Sera, il professor Giuseppe Berta il quale ci ricorda che il digitale non può essere solo questo ma ‘è un mutamento nel modo di concepire la propria attività che si basa sullo sviluppo di nuove capacità che prima non esistevano’. Nel concordare con tale analisi non possiamo non segnalare il forte ritardo delle micro e piccole imprese nell’utilizzo delle tecnologie digitali, ritardo che può essere affrontato aiutando questa dimensione d’impresa a sviluppare nuovi investimenti. Alcuni strumenti sono stati attivati dalla passata Giunta Regionale con il rifinanziamento della legge regionale 34/2004; inoltre, l’attuale Governatore ha dichiarato che sono in arrivo importanti risorse dall’Ue destinate soprattutto alle Pmi.

 

Altri interventi sono previsti dal Mise (es. i voucher governativi Innovation manager e quelli della Camera di commercio di Torino), ma a queste misure deve corrispondere una maggiore disponibilità all’erogazione del credito da parte del sistema bancario o all’attivazione di strumenti finanziari innovativi potenzialmente utilizzabili dalle micro e piccole imprese. Al contrario, l’andamento dei prestiti verso il sistema produttivo italiano, dal 2011 ad oggi, ha subito un calo pari a 250 miliardi di euro. A farne le spese sono state le piccole imprese: infatti la diminuzione di prestiti bancari alle imprese con meno di venti dipendenti, nel periodo 2011-2018, è stata del 32.4%, oltre il 60% in più rispetto alle aziende più grandi (-20.2%). Occorre smentire una vulgata spesso utilizzata a danno delle piccole imprese, ovvero la loro presunta maggiore insolvibilità.

 

Dati alla mano, dal 2011 al 2017 le sofferenze bancarie generate dalle imprese con meno di venti addetti sono aumentate del 31.1%, mentre quelle riferite alle imprese di medie e grandi dimensioni sono aumentate di oltre il 70%. Di fronte a queste evidenze, a partire dalla necessaria riforma del Fondo Centrale di Garanzia e alla istituzione della sua Sezione Regionale, riteniamo indispensabile mettere in campo misure idonee a sostenere l’accesso al credito per le micro e piccole imprese. Se ciò non avvenisse il rischio sarebbe che le azioni di sostegno regionali e nazionali non troverebbero la possibilità di essere realizzate, il tutto a discapito del nostro mondo di imprese e più in generale dell’economia del nostro Paese e della nostra Regione».

Paolo Alberti, Segretario CNA Torino

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