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Periodico web e cartaceo dell'Artigianato, del Commercio e della Piccola Industria

Settembre-ottobre 2019

Fondato nel 1946

Editoriale

Tutte le richieste al nuovo governo

Sì a riduzione del costo del lavoro

Ma anche fisco più leggero e semplificare l’accesso al credito

«Si deve uscire dalla logica del giorno per giorno e avere più lungimiranza per non essere condannati alla crescita zero. Lo ha dichiarato il Presidente nazionale della CNA, Daniele Vaccarino, ribadendo i temi sui quali dovrà misurarsi il nuovo governo e che riguardano il sistema dell’artigianato e delle piccole imprese: fisco più leggero, riduzione del costo lavoro intervenendo sul cuneo, semplificazione, accesso al credito. In particolare, sul tema fisco, il tradizionale Rapporto annuale dell’Osservatorio CNA sulla tassazione delle Pmi ‘Comune che vai, fisco che trovi 2019’ elabora una proiezione del Total tax rate per artigiani e piccole imprese per l’anno in corso. L’aliquota fiscale totale media sui profitti delle piccole imprese quest’anno scenderà sotto il 60%: per la precisione al 59.7% contro il 61.2% del 2018. Tornando quasi ai livelli del 2011, quando era al 59%. A Torino il Total tax rate nel 2019 è del 59.5% (nel 2018 era 61%) il che vuol dire che occorrono 210 giorni in azienda per pagare i conti con il fisco. La riduzione è il risultato principale della deducibilità Imu al 50% sugli immobili strumentali introdotta dalla Legge di Bilancio 2019 su pressione, in particolare, della CNA che ne ha fatto un cavallo di battaglia. La crescita della pressione fiscale sulle piccole imprese, quindi, non è ineluttabile.

 

Ma il percorso virtuoso è solo alle prime mosse. Qualche passo in avanti è stato compiuto negli ultimi anni. Sono state, infatti, trasformate in legge alcune importanti proposte della CNA: l’introduzione del regime forfettario di tassazione del reddito d’impresa, l’introduzione del regime di cassa per la determinazione del reddito delle imprese in contabilità semplificata, l’abrogazione degli studi di settore. A incidere sulla riduzione del Ttr, come si è detto, è soprattutto l’innalzamento al 50 per cento della deducibilità dell’Imu sugli immobili strumentali, vale a dire i capannoni, i laboratori, i negozi, vitali per un’impresa, per l’imprenditore come per i suoi dipendenti. La Legge di Bilancio 2019 che l’ha prevista ha anche fissato al 2023 la sua totale deducibilità. Lasciano, inoltre, perplessi i primi risultati dell’applicazione degli Indici sintetici di affidabilità (Isa).

 

CNA ha motivo di ritenere che moltissimi giudizi non siano coerenti con i reali livelli di affidabilità dei bilanci delle imprese. Chiede, quindi, che gli Isa siano oggetto di una corretta messa a punto prima di poter essere utilizzati quale strumento di selezione delle posizioni da sottoporre ad accertamento per quanti abbiano un punteggio inferiore a sei. Secondo CNA occorre, quindi, agire senza indugio prima di tutto per semplificare il sistema, ancora molto complesso, operando su sette principali linee di azione: ridurre la tassazione sul reddito delle imprese personali e sul lavoro autonomo, partendo dai redditi medio-bassi, utilizzando le risorse provenienti dalla ‘spending review’ e dalla lotta all’evasione; rivedere la tassazione Irpef delle imprese personali e degli autonomi; rendere l’Imu pagata sugli immobili strumentali delle imprese completamente deducibile dal reddito d’impresa a partire già dall’anno d’imposta 2019; definire il concetto di insussistenza di autonoma organizzazione ai fini del non assoggettamento all’Irap e aumentare la franchigia Irap ad almeno 30mila euro; rivedere i criteri per l’attribuzione dei valori catastali degli immobili, al fine di allinearli ai valori di mercato ad invarianza di gettito; agevolare il passaggio generazionale delle imprese individuali tramite la completa neutralità fiscale delle cessioni d’azienda, al pari di quanto previsto in caso di conferimenti; evitare di spostare sulle imprese gli oneri dei controlli attraverso un uso intelligente della fatturazione elettronica BtoB, eliminando nel più breve tempo possibile tutti i regimi Iva del ‘reverse charge’ attualmente previsti, lo ‘split payment’ nonché la ritenuta dell’8 per cento applicata sui bonifici relativi a spese per cui sono riconosciute le detrazioni fiscali».

Paolo Alberti, Segretario CNA Torino

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