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Periodico web e cartaceo dell'Artigianato, del Commercio e della Piccola Industria

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Luglio-agosto 2020

Fondato nel 1946

Attualità

Depenalizzato l’infortunio da Covid-19

solo se si applica il Protocollo condiviso

Per gli artigiani l’adempimento obbligatorio è possibile su sicurezza.ebap.piemonte.it

Con la legge n°40 del 5 giugno 2020, che ha convertito il decreto legge n°23 dell’8 aprile 2020 recante «misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, i poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro e di proroga di termini amministrativi e processuali», è stato inserito l’art.29 bis secondo il quale, rientrano fra gli obblighi di cui all’art.2087 del Codice civile, «tutela delle condizioni di lavoro», l’applicazione da parte dei datori di lavoro privati e pubblici delle prescrizioni contenute nel Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 24 aprile 2020. Pertanto, in applicazione dell’art.29 bis, il datore di lavoro sarà penalmente responsabile nel caso di contagio da Covid-19 di un dipendente esclusivamente nel caso in cui non abbia osservato le prescrizioni dei protocolli di sicurezza. Decade quindi la responsabilità penale in capo al datore di lavoro qualora venga dimostrata l’applicazione del protocollo del 24 aprile 2020, inserito quale allegato nel Dpcm del 26 aprile 2020. L’articolo 29 bis segue il pronunciamento dell’Inail del 15 maggio scorso nel quale già si limitava la responsabilità del datore di lavoro al dolo e alla colpa.

 

Si tratta di un importante risultato ottenuto anche grazie al forte impegno della CNA a livello nazione. Sarà perciò ora compito del dipendente dimostrare l’esistenza del nesso causale tra il danno e la prestazione, mentre sarà compito del datore di lavoro provare la dipendenza del danno da causa a lui non imputabile e, cioè, di aver adempiuto interamente all’obbligo di sicurezza imposto dall’articolo 2087 del Codice civile (Applicazione del Protocollo condiviso) e quindi di aver messo in atto tutte le misure per evitare il danno medesimo. In caso di infortunio da Covid-19 e in presenza della corretta applicazione del Protocollo condiviso del 24 aprile, si applicherà esclusivamente il Codice civile che definisce la prova liberatoria a carico del datore di lavoro e l’eventuale sanzione amministrativa e risarcimento del danno. Detto questo, CNA Torino lancia un appello, a nome del Presidente Nicola Scarlatelli, «per ricordare che la predisposizione del Protocollo condiviso Governo-Parti sociali di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 è obbligatorio per tutte le imprese che hanno almeno un dipendente». L’omissione di questo documento espone l’azienda alla sospensione dell’attività da parte delle forze dell’ordine ed implica conseguenze penali per il titolare e/o il legale rappresentante nel caso di infortuni. «Si ricorda a tal proposito - prosegue Scarlatelli - che per le aziende artigiane con dipendenti che hanno scelto la figura del Rappresentante dei lavoratori sulla sicurezza territoriale il Protocollo - una volta elaborato - deve essere caricato sulla piattaforma web Ebap sicurezza: http://sicurezza.ebap.piemonte.it/sicurezza/». L’Ebap ha predisposto un modello di semplice compilazione che può essere usato dall’azienda come linea guida. Per informazioni e chiarimenti le aziende associate alla CNA che sono clienti del Servizio paghe possono contattare il loro riferimento territoriale per avere la consulenza ed il supporto necessario alla predisposizione del Protocollo condiviso. Le altre imprese associate devono, invece, scrivere unicamente a asq.ambiente.sicurezza@cna-to.it e verranno contattate al più presto da un esperto.

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