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Luglio - agosto 2019

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Aggregazioni dei mestieri

Codice della strada danneggia autotrasporto

CNA Fita è critica sulle ultime modifiche

Nessun vantaggio per la sicurezza stradale e si rischia la paralisi del sistema Paese

È decisamente negativo il giudizio di CNA Fita sulle proposte di modifica al Codice della strada che interessano i mezzi pesanti. Vediamo di seguito i principali punti contestati dalla CNA.

 

Trasporti eccezionali e complicati. Nel caso dei mezzi pesanti che effettuano trasporti eccezionali è stata prevista una riduzione di peso da 108 a 86 tonnellate. Una modifica che si basa forse su una lettura distorta della realtà. I veicoli industriali con una capacità di carico a 108 tonnellate, infatti, sono ritenuti a torto gli unici responsabili dell’usura dei ponti. I dati, però, dimostrano che sono tanti i fattori alla base dei crolli, a partire dalla scarsa manutenzione. Parliamo, piuttosto, della sicurezza.

 

Un Catasto (purtroppo) archiviato. Il legislatore, in primo luogo, avrebbe dovuto realizzare il Catasto delle strade, previsto fin dal 1992, che consentirebbe la verifica puntuale dello stato delle infrastrutture viarie, in modo da garantire la circolazione in sicurezza. La digitalizzazione e la messa in rete del catasto stradale permetterebbero, infatti, l’individuazione immediata di percorsi alternativi, con l’indicazione della loro effettiva tolleranza di peso e di tutte le altre informazioni utili alla circolazione di tutti i mezzi, pesanti e leggeri. Per CNA Fita, doveva essere questa la prima modifica da introdurre al Codice della strada, per affrontare seriamente il problema sicurezza.

Un investimento a perdere. Sono rimaste sullo sfondo le esigenze industriali del Paese, di cui è mancata una visione complessiva. La produzione industriale italiana è fatta di eccellenze che ci vengono riconosciute in tutto il mondo. Eccellenze che hanno dimensioni e pesi importanti. Ma questi grossi carichi, qualcuno dovrà pur trasportarli. Con tale misura, per i trasporti eccezionali si configura un serio rischio di paralisi. Esiste, poi, la questione dell’improvvisa e sostanziale riduzione del peso senza una contestuale norma transitoria che consenta di ammortizzare il costo dei mezzi. Che cosa fare dei veicoli già immatricolati che difficilmente saranno riutilizzabili e sui quali è stato fatto un investimento? Il legislatore non ha pensato che al passaggio da 108 a 86 tonnellate deve corrispondere una norma cerniera per gestire la transizione al nuovo regime.

 

Privilegiati i trattori con rimorchio. Riguardo al settore agricolo, invece, emerge un orientamento opposto: si aumentano dimensioni e massa delle macchine agricole e dei rimorchi, in alcuni casi raddoppiandole e portandole a 44 tonnellate. In questo caso, si accentua un problema sicurezza. Per i trattori agricoli, infatti, andrebbe rispettato l’articolo 111 del Codice della strada che stabilisce dal 1° luglio 2016 la revisione delle macchine agricole più obsolete al fine di accertarne lo stato di efficienza e sicurezza.

 

Autotrasportatori abusivi. Dei veicoli industriali, si fa, spesso, un uso distorto, che rappresenta un esercizio abusivo dell’attività di trasporto merci conto terzi e va a creare una situazione di concorrenza sleale. Una situazione che va ulteriormente ad aggravarsi con l’introduzione della possibilità, per chiunque, anche se non riconducibile all’attività agricola o all’esercizio del commercio, di immatricolare trattori e rimorchi agricoli non superiori alle sei tonnellate. Per CNA Fita, una liberalizzazione di tale portata, senza l’obbligo di aprire una partita Iva, il possesso di patenti superiori e altre precondizioni, potrebbe trasformarsi in un favore a chi vuole operare abusivamente.

 

Taxi e Ncc. Il problema dell’abusivismo è grave anche nel settore Taxi e Noleggio con conducente (Ncc). Secondo CNA Fita, vanno introdotte misure di contrasto all’utilizzo, senza autorizzazione né licenza, degli autoveicoli a chi li adoperi ricevendo un corrispettivo o altri utili da soggetti terzi così come previsto dalla legislazione sul servizio pubblico non di linea.

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