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Periodico web e cartaceo dell'Artigianato, del Commercio e della Piccola Industria

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di novembre-dicembre 2020

Novembre - dicembre 2020

Fondato nel 1946

Storie

Chieri, dove la pittura incontra l’ebanisteria

Nel laboratorio di Irene rinasce l’arte sacra

Dal sodalizio con Sergio prendono forma piccoli capolavori ispirati al Rinascimento e Barocco

È un vero e proprio sodalizio artistico quello sbocciato a Chieri tra una pittrice e doratrice innamorata dell’arte rinascimentale e barocca e un fine ebanista erede di una lunga tradizione famigliare che affonda le radici nel Piemonte di fine Ottocento attraverso tre generazioni. Lei si chiama Irene Guarino, classe 1964, ed è associata alla CNA dal 2018 quando ha aperto la sua partita Iva e il suo laboratorio. Lui, invece, è Sergio Griva ed ha una grande passione per il Liberty e un talento tutto naturale nella realizzazione di cornici e mobili con taglio artistico, utilizzando le essenze lignee più pregiate come la radica di salice e di platano, il noce, il rovere, il palissandro e il tiglio. Sergio appartiene a una famiglia di falegnami con origini nel Pinerolese dove il papà Luigi, aveva un mobilificio artigiano. Sergio è stato a lungo Socio CNA e ricorda con affetto di aver partecipato insieme al padre anche alla prima edizione della Rassegna dell’Artigianato di Pinerolo. I laboratori di Irene e Sergio, attigui ma distinti, si trovano all’interno di una porzione di una storica manifattura tessile chierese di proprietà del marito di Irene, Francesco Costa.

 

Pittrice e ritrattista di pregio, con il supporto di Sergio, Irene realizza cornici artistiche, anche con doratura che impreziosiscono i suoi quadri oppure che vengono applicate su opere della committenza. Irene ha una perfetta padronanza dell’antica tecnica della doratura di superfici lignee e statue in gesso. La sua vera e grande passione è però la pittura, arte che pratica da sempre. «Lavoro su tavola di legno e su tela e dipingo solo ad olio», spiega. «Non ho frequentato l’Accademia di Belle Arti. Mi sono formata nella bottega di un pittore di Torino, il Maestro Giancarlo Aleardo Gasparin che ho frequentato per dodici anni, apprendendo da lui tutti i segreti del mestiere proprio come si faceva un tempo». Tante, a tal proposito, sono già state le mostre personali di Irene Guarino, prima come artista e poi come imprenditrice artigiana. Tra quelle più importanti, Irene ricorda quelle di Torino, all’Hotel Principi di Piemonte, nel novembre 2017; Venezia, a Palazzo Albrizzi Capello, ad aprile 2019; Chieri, nella Cappella di Santa Lucia, a maggio-giugno 2019; Roma, a Palazzo della Cancelleria Vaticana, ad ottobre 2019; e Madrid, alla Appa Art Gallery (spazio espositivo dove ebbe l’atelier Diego Velasquez), a novembre-dicembre 2019. Accompagnata per mano da Gasparin nel lento apprendimento dei saperi di bottega, Irene ad un certo punto ha preso coraggio ed ha staccato il cordone ombelicale - se così si può dire - con il suo maestro. «Avevo voglia di iniziare a camminare con le mie gambe. Così, a giugno del 2018, a Chieri, ho aperto il mio spazio artistico. Io sono nata a Chieri e la mia famiglia è di Chieri. Torino mi ha accolta per un lungo periodo della mia vita, ma avevo la disponibilità di questo immobile che è di proprietà di mio marito, Francesco».

 

Qui, dove ebbe la propria sede l’ultimo stabilimento della manifattura Costa e Vay, attiva dal 1936 al 1964, si producevano quei tessuti per tendaggi che hanno reso Chieri famosa nel mondo e proprio nello spazio condiviso da Irene e Sergio, ricorda Francesco, per lungo tempo si è sentito l’eco dei telai meccanici risuonare. «Con Sergio - spiega Irene - ci siamo conosciuti attraverso altri colleghi artigiani. Avevo avuto modo di apprezzare il suo talento, le sue capacità. Sa progettare e realizzare cose eccellenti e in tempi rapidi. Insieme, ciascuno con la propria partita Iva e ciascuno con il proprio spazio, abbiamo iniziato la nostra collaborazione professionale». Le fa eco Sergio: «Insieme vogliamo difendere e valorizzare il sapere artigiano. La grande tradizione artistica italiana e ci piacerebbe anche poter trasmettere questa nostra grande passione alle nuove generazioni anche se nel contesto normativo di oggi non è facile prendere a bottega un giovane. Troppi costi, troppa burocrazia, troppi lacci». Intanto, a due anni dall’avvio della sua attività, il 2020 avrebbe dovuto essere per Irene l’anno del lancio con la sua partecipazione alla fiera di arte sacra di Vicenza (Koiné) che si sarebbe dovuta svolgere ad aprile e poi ad ottobre e che ora è stata rinviata dal 7 al 9 marzo 2021, sempre sperando che la pandemia in corso possa consentirlo. «Per questa fiera, una delle più importanti al mondo - spiega Irene - avevo preparato croci liturgiche, quadri devozionali, candelabri dorati. Il Covid per me è stato davvero un grande problema. Avevo anche in programma una mostra a New York a maggio, organizzata dal mio gallerista di fiducia di Torino, dove avrei presentato due ritratti. L’esposizione mi era stata fortemente consigliata in quanto negli States, tra la upper class sta tornando di gran moda il gusto per il ritratto classico. A questo punto non mi resta che sperare nel 2021». Rimangono, intanto, in corso alcune piccole collaborazioni artistiche con il collega Sergio, ma Irene in questo momento è praticamente ferma e deve iniziare a reinventarsi un modo per farsi conoscere al di là delle grandi fiere di settore che per molto tempo saranno sospese o comunque poco frequentate.

 

Per questi motivi, il suo prossimo step sarà presentarsi in modo professionale sui social network, sempre in tandem con Sergio. «Mi farò consigliare. Anche se prediligo, per indole, il rapporto umano, l’incontro, con i tempi che stiamo vivendo credo che sia necessario investire sulla promozione a distanza attraverso l’utilizzo delle tecnologie digitali. Sto anche pensando ad un virtual tour per far vedere i miei lavori in remoto ad un pubblico internazionale e ad un sito web tradotto in più lingue». In questo senso, Irene è davvero vulcanica, come tanti artigiani, e non sa certo stare con le mani in mano. Ha anche in mente di iniziare a produrre opere di arte sacra per la tradizione ortodossa anche se per questo dovrà iniziare a prepararsi da un punto di vista artistico e religioso. «Il nostro problema oggi - spiegano all’unisono Irene e Sergio - è che manca la committenza locale. Dobbiamo perciò imparare a muoverci in un contesto internazionale, consapevoli che occupiamo una piccola nicchia di mercato anche se di grande pregio ed estremamente rappresentativa del made in Italy». Irene conclude l’intervista con un ringraziamento a Claudio Campagnolo, storico Presidente della Sede territoriale della CNA di Chieri e amico del marito, Francesco, dal quale ha ricevuto il consiglio di associarsi alla CNA per entrare in una grande rete di piccole imprese e non rimanere da sola, isolata nel suo laboratorio (al.st). Si invitano i Soci CNA a raccontare la propria esperienza imprenditoriale a Corriere Artigiano: tel. 011.1967.2152-2121, astefanoni@cna-to.it

Irene Guarino e Sergio Griva in posa durante l’esposizione personale all’Hotel Principi

di Piemonte, nel novembre 2017, la prima mostra in assoluto di Irene; sotto, crocifisso

 in ceramica e legno dorato

In alto, Madonna rinascimentale in preghiera dipinta su tavola a forma di tempietto; accanto, una natura morta di gusto barocco

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