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Periodico web e cartaceo dell'Artigianato, del Commercio e della Piccola Industria

Luglio - agosto 2019

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Attualità

In Italia la Direttiva Copyright è in stand by:

dopo ok definitivo Ue, serve decreto governo

Le nuove norme incidono, in particolare, sulle imprese di comunicazione e cinema

Il Parlamento europeo ha definitivamente approvato la proposta di direttiva del Parlamento e del Consiglio dell’Ue sui diritti d’autore nel mercato unico digitale, meglio conosciuta come «Direttiva Copyright». Gli art.15, 16 e 17 sono quelli più significativi per le piccole imprese: in particolare interessano molte delle attività dell’area comunicazione - quelle che creano contenuti editoriali e multimediali per il web e i social network - che fanno capo a CNA Comunicazione e Terziario Avanzato e dell’area CNA Cinema e Audiovisivo. Servirà, però, un decreto legislativo del Governo per introdurre le disposizioni della direttiva Ue nel nostro ordinamento e sino ad ora il nostro esecutivo ha manifestato scarsa attenzione verso questa direttiva che, in parte, ha anche contestato. Potrebbe quindi volerci molto tempo per la sua effettiva applicazione in Italia. Premesso che la norma prende origine dall’esigenza di risolvere il problema della crescente differenza tra la remunerazione degli autori e il valore ricavato dalle piattaforme digitali dal copyright sui contenuti senza pagare gli aventi diritto, per CNA il testo approvato dall’Europarlamento contiene molti elementi positivi per le piccole imprese del settore: innanzitutto la tutela del diritto d’autore a favore di chi produce contenuti e a svantaggio delle grandi piattaforme del web ed in secondo luogo l’esclusione delle piccole imprese del web dall’ambito di applicazione della direttiva.

 

L’art.17 esclude o limita le responsabilità di società con fatturato inferiore ai 10 milioni o meno di tre anni di attività alle spalle. Le multinazionali del web, aggregatori di notizie (come Google News) e piattaforme di condivisione come Facebook e YouTube dovranno esercitare una sorta di controllo su ciò che viene caricato dai loro utenti, in modo da escludere la pubblicazione di contenuti protetti dal diritto d’autore e sul quale gli utenti non detengono diritti. Gli autori di un contenuto editoriale veicolato dalle piattaforme on-line dovranno essere remunerati dagli editori, a loro volta pagati per i contenuti concessi agli aggregatori digitali. Non solo, la direttiva sancisce che le piattaforme on-line dovranno ottenere «una autorizzazione dai titolari dei diritti», sempre attraverso licenza. Tale autorizzazione deve includere anche gli atti compiuti dagli utenti dei servizi che non agiscano su base commerciale o qualora la loro attività non generi ricavi significativi. Inoltre, la semplice condivisione di collegamenti ipertestuali è libera e non soggetta a copyright così come «meme» (immagine o frase che diventa virale sul web o via email, ndd) o Gif sono espressamente esclusi dalla direttiva che introduce, infine, norme per la facilitazione delle licenze per la diffusione dei contenuti on demand su piattaforme tipo Netflix e si collega a quella specifica per le produzioni audiovisive che stabilisce la percentuale obbligatoria del 20% delle produzioni europee. Informazione: CNA Comunicazione, astefanoni@cna-to.it

La sede di Strasburgo del Parlamento europeo

 

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