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Marzo - aprile 2019

Fondato nel 1946

Attualità

È la strada per il successo, ma una ricerca del professor Marini evidenzia ritardi e difficoltà

Innovazione, futuro a senso unico per le Pmi

Verso un’intesa tra Politecnico-Città di Torino e CNA per favorire il travaso di know how

É stato il rettore del Politecnico di Torino, Guido Saracco ad aprire i lavori del convegno «Dall’analogico al digitale, una strada ancora in salita» che si è svolto il 7 febbraio scorso nella sede direzionale della CNA, in via Millio, e che ha visto confrontarsi sui grandi temi dell’innovazione l’assessore torinese Paola Pisano, il consigliere delegato della Città metropolitana Dimitri De Vita, il delegato per le Pmi del Politecnico Pierluigi Claps, il Presidente di CNA Nicola Scarlatelli e il Segretario Paolo Alberti. Appassionato e diretto l’intervento di Saracco: «Credo che sia la prima volta che un rettore del Politecnico partecipa ad un’assemblea degli imprenditori della CNA. E mi sento a mio agio. Siete l’Italia che produce e che paga le tasse con cui il Politecnico viene finanziato. E cosa sta facendo oggi il Politecnico per voi? Ancora troppo poco». E ancora, lanciando un forte segnale di apertura al dialogo e alla collaborazione con la CNA: «Penso che sia la prima volta nella sua storia che il Politecnico ha un referente per le Pmi. Mi sorprendo che non ci sia mai stata questa figura. L’ho ritenuta fondamentale. Sono il rettore del Politecnico e voi rappresentate il 90% delle imprese italiane con le quali devo interagire».

 

Dopo i saluti istituzionali - era presente anche il nuovo regional manager dell’area Nord Ovest di UniCredit, Fabrizio Simonini - i lavori sono entrati nel vivo con la presentazione - in videoconferenza - della ricerca del professor Daniele Marini, docente all’Università di Padova, sull’andamento congiunturale delle imprese artigiane e delle micro-Pmi nella Città metropolitana di Torino e sul loro grado di apertura all’innovazione tecnologica. L’indagine ha coinvolto 1800 aziende piemontesi di cui la metà operanti in provincia di Torino ed è stata realizzata all’interno dell’Osservatorio permanente «Monitor delle Piccole Imprese» di CNA Piemonte, in collaborazione con Community Media Research e in partnership con UniCredit. Le imprese del campione sono nel 50.8% dei casi artigiane e nel 55% ditte individuali (17.9% Snc e 16% Srl). Il 37.5% è senza dipendenti e un altro 33.8% ha tra 1 e 3 dipendenti, il 19% ne ha tra 4 e 9 e solo il 9.6% 10 o più. Il 26.6% delle imprese è stato fondato prima del 1989, il 23.3% tra il 1990 e il 1999, un altro 27.2% tra il 2000 e il 2009 e il 23% dal 2010 in poi. L’età dei titolari è quindi nel 29.9% dei casi oltre i 60 anni, nel 39.7% tra i 50 e i 59 anni, nel 20.9% tra i 40 e i 49 anni e solo nel 9.5% dei casi al di sotto dei 40 anni. Il 25.1% delle imprese del campione ha evidenziato una diminuzione del fatturato; il 25.8% un calo della domanda interna; il 19% un calo della domanda estera; il 37.5% un crollo degli investimenti. Il 26.4% delle imprese segnala una diminuzione del grado di fiducia, un dato che sale al 31.9% per le ditte individuali. Nicola Scarlatelli, Presidente CNA Torino: «I risultati di questa indagine ripropongono il problema della grave difficoltà in cui versa il settore dell’artigianato e delle micro-Pmi nella Città metropolitana di Torino e suggeriscono nell’innovazione tecnologica una delle strade più importanti da percorrere nel breve-medio periodo per risollevare le sorti dell’economia locale e scongiurare nuove cessazioni di attività come ben evidenziano gli ultimi dati di Unioncamere secondo i quali 3 aziende su 5 chiudono entro i primi 5 anni di vita».

 

In particolare, «la debolezza delle micro-Pmi nell’ecommerce e nella ricerca e sviluppo finalizzata al lancio sul mercato di nuovi prodotti rappresentano i principali freni dell’economia torinese in un contesto globale in cui la concorrenza tra produttori varca i confini nazionali e le sollecitazioni che ricevono i consumatori vanno in una direzione diversa dalle dinamiche del commercio tradizionale. Il ritardo delle Pmi e delle micro-Pmi nell’accesso alle soluzioni tecnologiche più all’avanguardia in fatto di progettazione, produzione e vendita sono un ostacolo da superare con l’ausilio delle Istituzioni del nostro territorio che abbiamo non a caso chiamato a confronto questa sera in CNA». «La nostra Confederazione - ha ribadito Scarlatelli - crede nell’importanza di definire, insieme al Politecnico di Torino, alla Città di Torino e alla Città metropolitana di Torino, strategie a portata delle piccole imprese per consentire una vera e propria «iniezione» di innovazione nel tessuto produttivo reale del nostro territorio. Senza dimenticare che occorre favorire con ogni mezzo i processi di trasmissione d’impresa». La ricerca evidenzia, infatti, l’età media molto elevata dei titolari che rappresenta un ulteriore freno naturale ai processi di innovazione. «Dobbiamo agevolare l’ingresso delle nuove generazioni nelle imprese esistenti per evitare di disperdere un patrimonio immenso di cultura aziendale e rendere possibili quei processi di innovazione che stiamo auspicando» ha detto il Segretario della CNA, Paolo Alberti.

 

A patto, però, che vi siano anche delle misure a sostegno dei giovani che desiderano intraprendere la strada del lavoro autonomo: e su questo tema la CNA ha fatto un esplicito appello alle Istituzioni locali, ad iniziare dalla Città di Torino. «CNA può, del resto, giocare un ruolo chiave nella diffusione della cultura dell’innovazione - ha commentato Alberti - perché è un importante punto di riferimento per le piccole imprese. A dimostrarlo, è anche un passaggio della ricerca del professor Daniele Marini dove si evidenzia come tra le principali fonti di accesso alle informazioni e agli aggiornamenti sulle tecnologie digitali, vi sia proprio la CNA». Se ciò non avvenisse, vorrebbe dire escludere da questi processi cruciali per il futuro dell’economia torinese la stragrande maggioranza delle imprese, condannandole di fatto ad un lento declino se non addirittura all’estinzione». In questo senso, CNA Torino forte anche del «Patto per lo sviluppo dell’artigianato e della microimpresa» siglato con la Sindaca Chiara Appendino a maggio 2017, ritiene indispensabile che venga garantita la propria presenza in tutti quei tavoli dove verranno assunte le decisioni e le linee di azione della Città di Torino e della Città metropolitana in materia di innovazione, cominciando dal progetto «Torino City Lab». Inoltre, precisa Nicola Scarlatelli, «partendo dalle recenti dichiarazioni alla stampa del rettore del Politecnico Guido Saracco sulla necessità di aprire l’Ateneo al mondo delle micro e piccole imprese, CNA ha avviato un dialogo che ci auguriamo possa portare ad una prossima convenzione CNA-Politecnico sul tema dell’innovazione». Un ruolo importante, a questo proposito, lo possono giocare le Istituzioni del territorio assicurando una maggiore apertura del Competence center verso soggetti di rappresentanza datoriale come la CNA per favorire un reale travaso di know-how verso le piccole imprese. È questo lo spirito che CNA si augura guiderà la prossima costituzione del Manufacturing center nel polo dell’area Tne (al.st).

 

Sala piena: ha destato grande interesse

e curiosità tra imprenditori e rappresentanti

delle Istituzioni l’incontro organizzato dalla CNA Torino in via Millio 26 per presentare l’esito dell’indagine sullo stato dell’innovazione nelle micro-Pmi torinesi del professor Daniele Marini; sotto, il tavolo dei rappresentanti di Città

di Torino, Città metropolitana e Politecnico moderato da Paolo Alberti; in basso, il Rettore Guido Saracco durante il suo intervento

in apertura dei lavori

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