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Periodico web e cartaceo dell'Artigianato, del Commercio e della Piccola Industria

Maggio - giugno 2019

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Attualità

Cantiere Europa, le proposte della CNA:

l’Unione è ad una svolta dopo le elezioni

Servono progetti concreti a misura di micro-Pmi, vera spina dorsale del Continente

Le elezioni europee del 26 maggio rappresentano un punto cruciale per verificare l’idea stessa di Europa e la sua possibilità di rilanciare il grande sogno di integrazione transnazionale nato nella seconda metà del secolo scorso. In proposito, CNA nazionale ha definito una serie di proposte che ha sottoposto ai candidati al Parlamento europeo, con l’ambizione di stimolare l’apertura di un «Cantiere Europa» sulle grandi sfide che attendono l’Italia e l’intero sistema economico e sociale europeo, di cui l’artigianato e le micro e piccole imprese sono la spina dorsale. Le dieci proposte di seguito descritte rappresentano ora le richieste ufficiali della CNA alla IX Legislatura Europea (2019-2024).

 

Un piano straordinario europeo per la ricerca a misura di Pmi. Ripresa degli investimenti per l’innovazione ed il trasferimento tecnologico, in un quadro normativo certo con provvedimenti differenziati in base alle dimensioni dell’impresa.

 

Rilanciare gli investimenti pubblici e privati nelle grandi reti ed infrastrutture, materiali ed immateriali. Realizzazione e completamento delle infrastrutture di comune interesse europeo come energia e gas, banda larga, infrastrutture di trasporto e di comunicazione, impianti industriali e di servizio, tecnologie di adattamento ai cambiamenti climatici e di eco innovazione.

 

Rafforzare la dimensione dell’Europa sociale, della cultura e della conoscenza dei cittadini. È urgente sviluppare programmi tesi a superare squilibri sociali culturali ed economici tra le diverse aree regionali, per arrivare ad un sistema di Welfare europeo.

 

Completare il mercato unico e rafforzare la concorrenza. La legislazione non uniforme, il lavoro sommerso ed il falso lavoro autonomo danneggiano le piccole imprese che operano, nelle diverse aree, nel rispetto di regole e diritti dei lavoratori. Occorrono più eque condizioni di mercato, fortificando la rete delle Autorità Antitrust dei paesi membri.

 

Accelerare e rafforzare i processi di armonizzazione fiscale perle imprese. È indispensabile porre al centro dell’agenda politica il tema dell’armonizzazione fiscale tra paesi europei, per evitare la concorrenza sleale che condiziona pesantemente gli equilibri del Mercato unico attraverso forme di elusione della tassazione.

 

Rilanciare la politica commerciale europea e quella industriale creando condizioni di reciprocità per le Pmi operanti nei mercati internazionali. Contemplare un capitolo Pmi nei Trattati Commerciali negoziati dall’Unione europea in sede internazionale, potenziando la regolamentazione in materia di marchio di origine. Rafforzare e bilanciare la politica commerciale dell’Ue nei principali mercati di sbocco per le Pmi, con una particolare attenzione alla Cina.

 

Standard comuni ed armonizzazione tecnica a misura di micro e piccole e medie imprese. Garantire l’elaborazione di norme più vicine alle caratteristiche delle micro e Pmi. A tal fine, è necessario prevedere stabilmente il finanziamento delle iniziative in favore delle micro-Pmi in Sbs (Small Business Standard).

 

Sostenere le piccole imprese nei processi di transizione ecologica ed energetica nell’ambito degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. Sviluppare e sostenere programmi per guidare il sistema economico e produttivo europeo verso la green economy e l’economia circolare, attraverso interventi sul quadro legislativo e con politiche di sostegno, anche fiscali.

 

Realizzare un partenariato strategico con l’Africa e lo spazio Euro Mediterraneo. Predisporre strategie Ee-Africa ed Euro-Med in cui integrare le micro Pmi nei processi di co-sviluppo, con particolare attenzione agli interventi in corso nella Macro regione Adriatico-Ionica, Balcanica e nelle aree transfrontaliere.

 

Rilanciare le politiche Europee dedicate alle Pmi dando concreta attuazione ai principi enunciati nello Small Business Act (Sba). Inserire i principi della Sba nel semestre europeo, applicando il principio «pensa prima in piccolo» per misurare l’impatto della legislazione sulle micro e Pmi. In proposito è necessario definire strumenti finanziari europei facilmente accessibili alle micro e Pmi (s.e).

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