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Periodico web e cartaceo dell'Artigianato, del Commercio e della Piccola Industria

Luglio - agosto 2019

Fondato nel 1946

Attualità

Piemonte, primo trimestre in affanno: Pil regionale lascia sul campo un altro -0.4%

Nuova battuta d’arresto per l’economia

Risultati positivi solo per l’alimentare e per Alessandria e Cuneo; tessile maglia nera

Prosegue anche nei primi tre mesi del 2019 il rallentamento evidenziato dall’industria manifatturiera piemontese già nella seconda metà del 2018. La produzione industriale complessiva registra un calo dello 0.4% sull’analogo periodo dell’anno precedente, mentre gli ordinativi interni ed esteri risultano ancora in aumento ma solo di un timido +0.3% e il grado di utilizzo degli impianti si attesta al 66.6%. Il dato è emerso nell’ambito della collaborazione tra Unioncamere Piemonte, Intesa Sanpaolo e UniCredit per il monitoraggio della congiuntura economica piemontese, in occasione della presentazione a cura di Unioncamere Piemonte, lo scorso 10 giugno, dei dati relativi alla 190ª «Indagine congiunturale sull’industria manifatturiera» realizzata in collaborazione con gli Uffici studi delle Camere di commercio provinciali. La rilevazione è stata condotta ad aprile e maggio 2019 con riferimento ai dati del periodo gennaio-marzo 2019 e ha coinvolto 1732 imprese industriali piemontesi, per un totale di 108.149 addetti e circa 62 miliardi di euro di fatturato. L’analisi della dinamica della produzione industriale per classe di addetti evidenzia una situazione di fragilità per tutte le classi dimensionali. La flessione più significativa viene registrata dalle micro-imprese (0-9 addetti), per le quali il calo produttivo si attesta all’1.2%. Le aziende di piccole dimensioni (10-49 addetti) evidenziano una flessione dello 0.4%. Stabile l’andamento delle medie imprese (50-249 addetti), la cui produzione segna una variazione sostanzialmente nulla (+0.1%) rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. Ancora con il segno meno, invece, il risultato delle realtà di grandi dimensioni (oltre 249 addetti) che manifestano una flessione produttiva di mezzo punto percentuale.

 

Un peggioramento generalizzato caratterizza l’industria manifatturiera in quasi tutti i suoi comparti di specializzazione. Nei primi tre mesi del 2019 permane positiva solo la performance dell’industria alimentare (+2.4%) e quella dell’industria chimica, petrolifera e delle materie plastiche (+0.9%). Stazionaria la produzione del comparto del legno e del mobile. Con il segno meno tutti gli altri comparti manifatturieri piemontesi. Le flessioni produttive meno intense appartengono ai metalli (-0.7%), e alle industrie meccaniche (-1%). Cali più di intensità maggiore caratterizzano, invece, l’industria dei mezzi di trasporto (-2.3%), le industrie elettriche ed elettroniche (-2.8%) e la filiera tessile (-5%). All’interno del comparto dei mezzi di trasporto la diminuzione più significativa appartiene alla produzione di autoveicoli, solo lievemente negativo il dato dell’industria aerospaziale. Il progressivo peggioramento delle attività del comparto manifatturiero non appare una peculiarità di alcuni territori ma, con l’eccezione di parte del Piemonte meridionale, caratterizza tutto il territorio regionale. Il risultato migliore viene messo a segno da Alessandria (+1.2%), seguita dalla Provincia Granda che registra una variazione positiva dello 0.8%, grazie all’ottimo andamento del comparto alimentare. Torino e il Verbano Cusio Ossola segnano un calo produttivo di mezzo punto percentuale. Flessioni di intensità maggiore vengono riscontrate a Novara (-1.6%) e Vercelli (-1.2%). Il risultato peggiore, causato dalla performance negativa del tessile e abbigliamento, appartiene alle aziende manifatturiere biellesi (-2.3%).

La produzione industriale per province

in Piemonte (variazione percentuale

I trimestre 2019 su I trimestre 2018)

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