seguici su

Periodico web e cartaceo dell'Artigianato, del Commercio e della Piccola Industria

Gennaio - febbraio 2020

Fondato nel 1946

Mestieri

Centri revisione, appello alle istituzioni:

ruolo strategico per la sicurezza stradale

Gli operatori sollevano il problema della formazione e dell’adeguamento tariffario

Trovare una soluzione riguardo alla figura dell’ispettore, a cui viene richiesta una formazione molto più ampia rispetto a prima, adeguare le tariffe delle revisioni e fare in modo che i Dipartimenti territoriali della Motorizzazione svolgano effettivamente un ruolo di controllo. Questi sono alcuni dei temi che CNA Revisioni ha affrontato nei vari incontri che si sono tenuti negli ultimi mesi con i Parlamentari membri della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati. Con l’introduzione della Direttiva europea sulla figura dell’ispettore, sarà necessaria una specifica formazione che durerà circa 1 anno e che avrà un costo stimato di circa 6 mila euro per centro revisioni. L’ispettore sostituisce quello che un tempo veniva definito «responsabile tecnico», la cui formazione durava 32 ore e costava circa 500 euro. I centri di revisione si dovranno quindi accollare notevoli costi. Altro aspetto è l’adeguamento delle tariffe dei centri revisione: la revisione costa 67 euro al pubblico, ma solo 45 di questi, per giunta lordi, vanno ai centri revisione. Questa tariffa non è nemmeno agganciata alle variazioni annuali Istat. La revisione periodica è fondamentale e non deve essere trascurata, perché deve accertare il possesso, da parte dei veicoli, dei requisiti di sicurezza, silenziosità e rispetto dei limiti ambientali, necessari al regolare fluire della circolazione stradale.

 

Un sistema complesso che per funzionare esige capillarità, prossimità e velocità nell’erogazione del servizio. Le imprese artigiane rappresentano il pilastro di un settore costituito da circa 9 mila centri di controllo, di cui il 93% microimprese; oltre 25 mila occupati, 16 milioni di revisioni annue effettuate, un miliardo di euro di fatturato. Il quadro normativo di settore attraversa oggi una fase involutiva che penalizza le imprese operanti nel rispetto delle regole e rischia di compromettere la sicurezza stradale. Allo stesso modo, si registrano carenze organizzative in capo agli uffici territoriali della Motorizzazione che determinano una preoccupante dilatazione dei tempi nell’esercizio delle revisioni di propria attribuzione. Per tale motivo, i centri di controllo privati si rivolgono a Governo e Parlamento per: adottare il decreto ministeriale che estende le attribuzioni dei centri di controllo privati alla revisione dei mezzi pesanti, ricomprendendo anche i rimorchi; estendere l’efficacia dell’autorizzazione a tutte quelle operazioni di collaudo che già oggi i centri di controllo sarebbero in grado di portare a termine in modo autonomo; efficientare i controlli per il rilascio delle autorizzazioni per l’esecuzione delle revisioni e per le successive verifiche in ordine al corretto svolgimento delle stesse, rafforzando il ruolo di supervisione generale agli uffici territoriali della motorizzazione; dare piena attuazione alla nuova disciplina concernente gli ispettori dei centri di controllo privati, rendendo i percorsi formativi più aderenti alle attribuzioni riconosciute; aggiornare le tariffe per le revisioni, tenuto conto del lavoro svolto, delle accresciute professionalità e degli investimenti realizzati in ordine alle strutture e alle attrezzature. Informazioni: Luca Massenz, tel. 011.1967.2150, e.mail lmassenz@cna-to.it

Cookie Policy - CNA Editrice Srl, via Millio 26 - 10141 Torino | P.iva 07651210010 | Scrivi alla redazione  editrice@corriereartigiano.it