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Periodico web e cartaceo dell'Artigianato, del Commercio e della Piccola Industria

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Luglio-agosto 2020

Fondato nel 1946

Attualità

Informiamo i gentili lettori che mentre andavamo in stampa con il Corriere Artigiano è stato convertito in legge il Decreto Rilancio

del 19 maggio 2020, pertanto pubblichiamo di seguito la versione aggiornata dell'articolo contenuto a pag. 11

Misura inserita nel Decreto Rilancio che è in fase di conversione in legge alle Camere

Superbonus 110%, ristrutturare a zero euro

Sono detraibili le spese sostenute a partire dal 1º luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021

Ristrutturare casa senza dover spendere un solo euro. È questa l’allettante opportunità del super Ecobonus 2020 inserito nel Decreto Rilancio di cui, dopo la conversione in legge del 18 luglio scorso, mancano soltanto più le disposizioni attuative. Sono già certe le linee guida essenziali del provvedimento che dovrebbe avere un impatto molto positivo sul comparto dell’edilizia: il nuovo Ecobonus comporta, infatti, una detrazione fiscale del 110% delle spese sostenute per gli interventi di efficientamento energetico e di riduzione del rischio sismico degli edifici (l’Ecobonus per la ristrutturazione al 110% è anche un Sismabonus). L’Ecobonus 110% è valido per le spese sostenute tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021. La detrazione del 110% si potrà recuperare in 5 rate annuali di pari importo. Ci sono però altre due opzioni: la cessione del credito o lo sconto in fattura. E per quanto riguarda la cessione del credito ritorna in gioco la convenzione nazionale siglata da tempo da CNA Costruzioni, Harley & Dikkinson ed Eni che hanno dato vita al progetto “Riqualifichiamo l’Italia”. Riqualifichiamo l’Italia è una rete nazionale di consorzi di imprese operanti nella filiera delle costruzioni, in grado di avanzare ai condomini (e presto anche ai privati) un’offerta integrata e garantita (dal progetto alla realizzazione dell’intervento), riducendo al minimo l’investimento diretto grazie all’accoppiata di cessione del credito d’imposta e finanziamento per la parte non coperta dagli incentivi fiscali, a sua volta recuperabile con l’abbattimento dei consumi energetici che l’intervento garantisce. Tutte le misure fiscali di incentivo alle ristrutturazioni comportano infatti la necessità di una liquidità immediata a fronte di un recupero fiscale che, per quanto importante e laddove possibile, avviene solo nei 5 o 10 anni successivi e a patto di non essere incapienti.

 

A usufruire dell’Ecobonus 110% per la ristrutturazione sono i condomini, gli Istituti delle case popolari e, nel caso di lavori eseguiti sui singoli appartamenti, le persone fisiche fuori dall’esercizio di attività di impresa. Sono detraibili le spese effettuate per: l’isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio per almeno un quarto della stessa superficie (il cosiddetto cappotto termico) con un limite di 60 mila euro moltiplicato per le unità abitative presenti; la sostituzione della caldaia con impianti centralizzati a condensazione per un limite di 30 mila euro moltiplicato per ogni singola unità abitativa. L’Ecobonus vale anche se questi lavori sono associati all’installazione di un impianto fotovoltaico. Nel caso di sostituzione di infissi, finestre, tende da sole, condizionatori e serramenti non si applica l’Ecobonus al 100%, ma rimane la vecchia detrazione dell’Ecobonus dal 50% al 65%; la detrazione sale però al 110% se tali interventi vengono eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi maggiori prima elencati. Per avere diritto al super Ecobonus tutti i lavori devono assicurare il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio. Qualora ciò non fosse possibile, si deve dimostrare tramite il raggiungimento della classe più alta l’Ape (Attestato di prestazione energetica). La cessione del credito maturato per l’Ecobonus 110% (ovvero la cifra che verrà restituita al cittadino nell’arco di 5 anni) è possibile a intermediari finanziari (banche o assicurazioni) o alla stessa impresa che ha fatti i lavori che lo incasserà dal fisco. Si potrà beneficiare delle agevolazioni per un massimo di due unità immobiliari. Questa misura che permette alle famiglie di far svolgere gratuitamente i lavori di ristrutturazione dell’abitazione principale è stata estesa in fase di conversione in legge del Decreto Rilancio, anche alle seconde case e alle villette. Rimangono, invece, esclusi dal beneficio gli alloggi di lusso con classificazione catastale A1 (abitazioni di tipo signorile), A8 (abitazioni in ville) e A9 (ville, casali, castelli).

I dirigenti della CNA Ilario Peila, Daniele Vaccarino, Giovanni Brancatisano e Andrea Talaia con gli studenti dell’Istituto Erasmo

da Rotterdam di Nichelino a Restructura

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